In una conversazione che ho avuto a Dicembre con Kimbra, lei ha citato una frase che mi ha colpito molto:
“purity of heart is to will one thing” (la purezza del cuore sta nel volere una cosa sola).
Immediatamente mi ha trasmesso pace. Il mio focus adesso è produrre l’album. Pubblicare un’opera che racconti chi sono oggi come cantautrice e producer. Voglio che sia la musica a parlare al posto mio e la cosa migliore che posso fare, ora, è metterci tutto il cuore perché venga fuori il miglior risultato possibile.
Alcuni estratti del processo di produzione affiorano anche su Instagram: groove ritmici e sintetizzatori che si trasformano nel tempo.
🗓️ EVENTO
Il 17 Febbraio a La Vaccheria (Roma) alcune mie composizioni hanno sonorizzato la sfilata firmata “Atelier Disagio”.
I tre temi della sfilata erano:
- IL CERCHIO – la rinascita come trasformazione costante
- IL CIRCO – dimensione festosa e magia del presente
- IL CARNEVALE – libertà di essere molteplici.
Per l’occasione ho rifinito alcune produzioni dell’album in costruzione, tra cui anche un remix di Moss (un artista francese con cui ho collaborato).
A proposito di “Almost there”, ho pubblicato su YouTube un estratto live registrato a Bristol.
Voce, synth, e live processing. Il video è disponibile qui:
🎧RITORNO AL DEEP LISTENING
Da qualche mese ho riscoperto un rito che avevo quasi dimenticato: dedicare diverse ore alla settimana all’ascolto di interi album, dall’inizio alla fine. È un po’ come viaggiare nel tempo, prima che gli algoritmi frammentassero la nostra attenzione.
Se vuoi provare anche tu, il mio consiglio è semplice: mettiti comodo, indossa le cuffie e immergiti al 100%. Ancora meglio se leggi i testi mentre ascolti.
Ecco i miei tre album preferiti di questo periodo:
- PJ MORTON –WALK ALONE (2010)
Non conoscevo bene Pj Morton, ma questo album mi ha colpito subito, in particolare la canzone “Son of a Preacher Man” (letteralmente: “figlio di un pastore protestante”).
Non è la cover del classico soul anni ’60, ma un brano profondamente autobiografico. Racconta le critiche ricevute per aver scelto di fare il musicista anziché fare l’uomo di chiesa (come invece avrebbero voluto i suoi genitori).
Morton lotta per spiegare che scrivere canzoni d’amore è la sua vera missione (ha scritto anche due libri su questo).
- ADELE – 30 (2021)
Questo album è sorprendente. Inizia con “Strangers by nature”, che sembra un brano jazz anni ’30, sinuoso e avvolgente.
È un disco ricchissimo di armonie vocali e racconti intimi di nostalgia e fragilità. Facendo qualche ricerca, ho scoperto che Adele lo ha composto in un periodo durissimo: aveva divorziato da poco e si era appena trasferita a Los Angeles con il suo bambino.
Stava attraversando un momento di depressione e la musica è stata la sua ancora di salvezza.
Si sente tutto: c’è tanta verità, tanta onestà e un suono caldo.
È il ritratto di una donna che cade e si rialza, usando il suo immenso talento per rimettere insieme i pezzi.
- ASAF AVIDAN – UNFURL (2025)
Un lavoro davvero originale che unisce sonorità psichedeliche, atmosfere cinematiche anni ’50 e venature hip-hop. Perfetto per chi cerca qualcosa di fuori dagli schemi. Mi ha anche sorpreso sentire Asaf rappare così bene!
“I don’t know when, I don’t know how, I don’t know why” è il mio brano preferito dell’album.
Se ti va di approfondire, sto raccogliendo i brani che più mi hanno colpita durante queste sessioni di ascolto in questa playlist. È in continuo aggiornamento.
Un abbraccio,
Elaisa
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