Né applausi né fischi

Ieri ho guardato il film su Bob Dylan, A Complete Unknown.Che meraviglia. Un capolavoro.Sono stata catapultata nell’America degli anni ’60, con Joan Baez, tra open mic newyorkesi, vallate californiane, festival folk tra chitarre e armonica.E poi c’è Bob. L’artista instancabile, iperattivo, ossessionato dalla musica e dalla scrittura. L’inafferrabile. L’egocentrico.Quando suona dal vivo vuole presentare solo la musica che sta componendo in quel momento.
Se un brano è già stato incluso in un album, che senso ha suonarlo di nuovo?
Il pubblico glielo chiede? Non sono qui per fare il jukebox. Voglio suonare questa roba nuova. È qui che sono ora.I festival e le etichette lo vogliono, ma solo per fare musica folk chitarra e voce (quella per cui era diventato famoso). Non accettano la sua evoluzione artistica. Non accettano i suoni più ricchi ed elettrici che vuole esplorare.Ma lui è convinto. Va al festival e suona quello che vuole suonare, tra i fischi del pubblico e cose tirate addosso a lui e alla sua band. Sta lì e continua, saldo e strafottente.Perché è questo che vuol dire essere artista: avere una visione. ​
Se gli altri la capiscono o meno è secondario.
La cosa vitale è avere il proprio centro: un luogo dove né applausi né fischi possono entrare.


Nel frattempo…

L’album è in lavorazione e mentre aspetto, scrivo, registro e riascolto, ho riaperto alcuni spazi.
Eccoli:

→ Ho aggiornato il sito
Ho aggiunto una pagina dedicata agli affiancamenti, con servizi di grafiche e visual per artisti. Se stai cercando supporto visivo per la tua musica, dai un’occhiata.

→ Un nuovo video live è su YouTube
​Ho pubblicato un altro estratto dalla performance a Bristol: stavolta tocca a Pensavo che noi.
Il ritornello di questo brano nacque in inglese, e ho colto l’occasione per proporlo anche nella sua versione originale, facendolo cantare al pubblico. Guardalo qui.

→ Sono disponibile per lezioni private
Online o in presenza a Roma. Canto, produzione e performance in Ableton, composizione, accompagnamento al pianoforte, armonia. Se ti interessa, rispondi a questa mail.

Piccola nota personale​
Un paio di settimane fa ho incontrato finalmente Claude, che mi aveva conosciuta su TikTok e segue la mia newsletter dall’Australia. Era in Italia e siamo riusciti a vederci a Roma dopo più di un anno di scambi a distanza.
È stato uno di quei momenti in cui internet smette di essere rumore di fondo virtuale e diventa ponte umano.


Per il resto, io continuo a scrivere, registrare e cercare quella musica nuova di cui parlava Dylan.

Un abbraccio,
Elaisa

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