Nelle ultime settimane mi sono chiusa in studio per dare forma al mio primo album interamente prodotto da me. È un processo complesso e stratificato, fatto di ritorni alle origini, collaborazioni a distanza e scoperte continue. Ho deciso di aprire le porte del mio studio e condividere con voi i primi frammenti di quello che sto creando.
Il ritorno all’inglese: “I thought it was you”
Il primo brano di cui voglio parlarvi ha avuto una vita curiosa. Nato in inglese, poi tradotto in italiano come “Pensavo che noi”, per coerenza, visto che le strofe erano in italiano. Ma recentemente ho deciso di riportare il ritornello alla sua forma originale.
È incredibile come la lingua possa cambiare completamente l’identità di un brano. In questo pezzo ci sono anche le chitarre di Mirko, un amico con cui avevo un duo a Firenze. E il weekend scorso siamo riusciti anche a registrare il basso con Fabrizio, il mio compagno, con cui avevo una band tanti anni fa. Mi dà gioia sapere che in quest’opera c’è spazio anche per un tocco amico.
Tra ambient e Soundscapes
Molti di voi sanno quanto io ami le atmosfere dilatate, e gli ostinati psichedelici. Sto lavorando a diversi brani che definirei “ambientazioni immaginarie”.
- Good morning, good night: un soundscape atmosferico, rilassante, rassicurante.
- Fortuna: un brano nato da un’animazione della mia amica Silvia. Il beat batte come un cuore e le percussioni cambiano nel tempo, fluide, come se fossero immerse nell’acqua.
Non è un ascolto immediato, ma è la direzione che voglio esplorare in questo momento: una dimensione dove la voce entra con il delay e si perde nel paesaggio sonoro.
Un’ispirazione: “Wah Wah” di Brian Eno
La settimana scorsa ho scoperto questo album dei James, prodotto da Brian Eno, basato sulle loro improvvisazioni. Mi sento vicina a questo approccio: catturare l’istante, la magia di quando un suono accade per la prima volta. E anche la magia della ripetizione, quei loop che ti fanno perdere nel suono.
Il video completo dallo studio
In questo primo video di aggiornamento vi faccio sentire questi e altri frammenti (come “Vorrei proteggerti”, forse il brano più particolare di tutti).
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