
Da qualche giorno è entrato nel mio setup un nuovo strumento: il BOSS VE-500, una pedaliera multieffetto pensata per la voce.
L’ho comprata per un motivo molto semplice: volevo poter utilizzare delle armonie vocali senza aggiungere un altro plugin ad Ableton.
La prima alternativa che avevo considerato era utilizzare un plugin per Ableton come Antares, che leggendo sul web sembra sia il migliore sulle armonie (ed è anche utilizzato nella serie tv “Watch the sound” da Mark Ronson). Ma nel mio setup live stresso già parecchio la CPU, sia per gli strumenti virtuali nativi di Ableton, sia per quelli esterni (come il Minimonster3). Utilizzo anche effetti piuttosto pesanti, come il Crystallizer di Soundtoys.
Per questo, soprattutto pensando ai live, mi è sembrato più utile e sicuro spostare una parte dell’elaborazione fuori dal computer.
E così è arrivato il Boss VE-500.
Perché ho scelto questa pedaliera rispetto alle altre
La cosa che mi ha convinta maggiormente è stata la possibilità di controllare le armonie attraverso il MIDI.
Nel mio setup posso mandare le informazioni MIDI dalla tastiera ad Ableton e, attraverso la connessione USB, utilizzare quelle informazioni anche per pilotare il VE-500. In questo modo la pedaliera può “sapere” quali note sto suonando e utilizzare queste informazioni per generare le armonie vocali.
BOSS prevede infatti che la sezione Harmony possa essere controllata sia attraverso l’ingresso MIDI tradizionale sia via USB-MIDI, anche utilizzando una tastiera o una DAW.
Per me questa possibilità è particolarmente interessante perché significa che non devo necessariamente avere una persona che canti le seconde voci dal vivo e, soprattutto, non devo programmare manualmente ogni armonia.
Posso suonare una parte al pianoforte e lasciare che sia la pedaliera a costruire le voci aggiuntive sulla mia voce.
È un modo di lavorare che trovo molto naturale per il tipo di musica che sto facendo in questo periodo.
Posso inoltre comandare i preset della pedaliera tramite Ableton, e quindi mappare il cambio di preset ad un controller midi senza mai dover toccare la pedaliera.
Un setup abbastanza minimale
Un’altra cosa che mi interessava era non complicare ulteriormente il mio setup.
Quando si lavora con computer, scheda audio, MIDI controller, microfono, effetti e strumenti virtuali, il numero di connessioni può aumentare velocemente.
Il VE-500 mi permette di tenere una parte dell’elaborazione fuori da Ableton e di collegarlo al computer attraverso USB. La pedaliera dispone inoltre di ingresso microfonico XLR, uscite XLR stereo e connessioni MIDI.
Questo non significa che il VE-500 elimini completamente la scheda audio dal mio setup live: nel mio caso Ableton continua a essere parte della catena e, per mandare tutto il mio mix al sistema audio, continuo ad avere bisogno della mia interfaccia (ho una Scarlett 4i4).
Questa è una delle cose che, personalmente, avrei voluto fossero diverse.
Sarebbe stato molto interessante poter utilizzare il VE-500 come vera e propria interfaccia audio completa e mandare direttamente tutto quello che esce da Ableton all’impianto, senza dover aggiungere anche la scheda audio.
La pedaliera ha comunque una gestione USB dell’audio e può essere utilizzata in un contesto di registrazione, ma le sue uscite analogiche sono dedicate al percorso della voce processata.
Le armonie sono la cosa che mi ha sorpresa di più
La ragione principale per cui l’ho comprata erano le armonie e, almeno per ora, è proprio questa la funzione che mi ha colpita maggiormente.
In passato avevo utilizzato una TC Helicon e non ero rimasta particolarmente soddisfatta del risultato: le armonie mi sembravano piuttosto robotiche.
Con il VE-500, invece, ho trovato il risultato molto più naturale.
Ovviamente stiamo comunque parlando di voci generate digitalmente: se le ascolti da sole e con molta attenzione, una certa componente artificiale può emergere. È normale quando si lavora con il pitch shifting. Ma il timbro data dal boss alle armonie a me piace, e può far parte del mio tipo di sound. Anzi può addirittura essere una componente di modernizzazione.
Anche test indipendenti sul VE-500 hanno evidenziato proprio la qualità del tracking delle armonie e la possibilità di utilizzarle per creare anche effetti di raddoppio e ispessimento della voce.
Non penso necessariamente alle armonie come a una sostituzione di un coro reale. Anzi, a me piace fare overdubbing e costruire strati con la mia voce quando produco. E sono due effetti completamente diversi all’orecchio.
Non lo sto usando soltanto per le armonie
Una delle cose che ho scoperto quasi subito è che il VE-500 può diventare molto più di un armonizzatore.
La pedaliera contiene riverberi, delay, modulazioni, distorsioni, filtri, effetti di pitch, vocoder e altri processamenti vocali. È possibile creare catene di effetti differenti e salvarle come preset.
Dal punto di vita creativo, non penso alla voce soltanto come a qualcosa che deve essere “bella”, pulita e riconoscibile.
La voce può anche cambiare forma.
Può diventare più larga, più distante, più granulosa, più artificiale. Può perdere definizione oppure acquisire una dimensione quasi strumentale.
Ed è proprio qui che una pedaliera del genere entra nel mio modo di lavorare.
Come l’ho usata per Il tramonto senza me
Ho avuto subito modo di provarla in un contesto concreto.
Nel video che ho pubblicato su Instagram e YouTube eseguo Il tramonto senza me utilizzando diversi suoni del VE-500.
oppure
Nelle parti più minimali ho utilizzato semplicemente un riverbero, lasciando che la voce rimanesse abbastanza esposta.
In altre parti, invece, ho utilizzato le armonie controllate dalle note suonate al pianoforte.
È proprio questo il tipo di utilizzo che mi interessa di più: invece di registrare una seconda voce separatamente e decidere dopo come trattarla, posso costruire l’armonia mentre suono.
Ma c’è anche un terzo utilizzo, che forse è quello che racconta meglio il mio modo di pensare alla produzione.
Nel testo del brano ad un certo punto parlo di una persona che percepisco come nebulosa, non completamente trasparente.
Ho quindi cercato un suono che facesse percepire proprio quella sensazione: una voce meno definita, un po’ impastata, come se anche le parole fossero coperte da una coltre di nebbia.
Hi trovato un preset con una modulazione della voce, che sembra abbia una componente simile a un phaser. Mentre uso l’effetto la voce cambia forma, diventa meno chiara, poi torna chiara. In questo caso l’effetto diventa parte del significato. Ed è ciò che mi interessa quando uso l’elettronica nella mia musica: non aggiungere effetti perché sono belli, ma trovare un suono che abbia una relazione con quello che sto raccontando.
Un piccolo strumento di produzione
Questa è forse la cosa che non avevo previsto completamente quando ho comprato il VE-500.
Pensavo soprattutto alle armonie live.
Poi, appena ho iniziato a provarlo, alcuni preset mi hanno ricordato dei suoni che avevo già utilizzato nella produzione di Il tramonto senza me.
E mi sono resa conto che potrebbe essere interessante utilizzarlo anche durante la produzione vera e propria.
Posso, per esempio, registrare una parte vocale attraverso la pedaliera, scegliere un determinato trattamento e poi utilizzare quella registrazione come materiale da manipolare ulteriormente dentro Ableton.
In questo senso il VE-500 diventa una specie di tavolozza di colori vocali.
Non sostituisce necessariamente gli effetti software: può aggiungere un’altra sorgente sonora da cui partire.
I preset sono fondamentali
Un’altra funzione che trovo particolarmente utile è la possibilità di salvare e richiamare i preset.
Il VE-500 dispone di 99 memorie utente, oltre a 50 preset di fabbrica.
Per un utilizzo live questa possibilità cambia parecchio le cose.
Posso avere un suono per una parte del repertorio, un altro per un brano diverso, un preset con le armonie, uno con un riverbero più ampio, uno con un effetto più particolare.
E posso richiamarli rapidamente durante l’esecuzione, anche tramite ableton.
I tre footswitch integrati possono inoltre essere assegnati a diverse funzioni, quindi la pedaliera può essere controllata direttamente con i piedi durante il live.
Nel video che ho registrato, invece, ho comandato la pedaliera tramite ableton, avendola mappata in precedenza con i program change. Quindi di fatto non la toccavo mai. Cambiavo i preset tramite il controller midi che stavo usando per suonare (minilab 3)
Il mio setup per questo video
Per il video ho utilizzato:
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Vale la pena?
La risposta, per me, dipende molto da cosa si cerca.
Se vuoi semplicemente aggiungere un po’ di riverbero alla voce, probabilmente una pedaliera come questa offre molte più possibilità di quelle che ti servono.
Se invece vuoi costruire un suono vocale personale, avere armonie controllate in tempo reale, utilizzare effetti più creativi e poter richiamare configurazioni diverse durante un’esecuzione, allora il VE-500 diventa uno strumento molto più interessante.
Nel mio caso, la scelta di prenderlo al posto di un altro plugin è stata soprattutto una scelta di distribuzione del lavoro.
Ableton rimane il centro del mio setup, ma non deve necessariamente occuparsi di tutto.
Una parte del suono può nascere prima, attraverso uno strumento fisico.
E forse è proprio questa la cosa che mi sta interessando di più del VE-500 dopo questa prima settimana: non lo sto iniziando a vedere soltanto come una pedaliera per fare le armonie.
Lo sto iniziando a vedere come un altro strumento con cui comporre.
Un abbraccio,
Elaisa
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