Ciao!
Sono passate alcune settimane e sento di doverti raccontare cosa è successo.
Stai per leggere:
– aggiornamento sulla mia esperienza a Bristol, le interviste che ho condotto ed il video che sto preparando
– “Armonie Interiori” il cerchio di musica e ascolto. Idee per ripartire in un modo nuovo.
A fine ottobre sono andata a Bristol per incontrare la community di musicisti di cui faccio parte, guidata da Rachel K Collier. Eravamo 40 cantautori e producer da tutta Europa.
Mi è venuta un’idea un po’ folle: intervistare alcuni di loro.
Volevo capire: perché creiamo? Cosa rappresenta l’arte, la musica nella nostra vita?
Le persone si sono aperte. Tantissimo. Molto più di quanto potessi immaginare, ed intervistarle mi ha permesso di entrare davvero in intimità con loro.
La proprietaria del mio airbnb, Frankie, insegnante di yoga e fotografa, ora porta laboratori di yoga e artistici nelle carceri. Durante l’intervista ha raccontato di un momento molto duro della sua adolescenza, e di essere riuscita a uscirne solo grazie a una community che ha creduto in lei quando lei non credeva in se stessa.
C’era Anna, producer, che mi ha detto: “La musica è il mio modo di avere una voce. Tutta la vita mi sono sentita incompresa, non ascoltata. La musica mi ha dato l’opportunità di avere il mio posto nel mondo”.
C’era Rachel che quando le ho chiesto cosa si augura per il futuro mi ha risposto: “Anni fa ti avrei detto…diventare una popstar. Ora ti dico: un tetto sopra la testa, cibo, e qualcuno con cui creare. Basta così”. E tanti altri. Ognuno con la propria paura, il proprio percorso, la propria ragione per continuare nonostante tutto.
Sto montando tutto questo in un video. Condensando queste storie incredibili in 16 minuti.
Non so se sarà perfetto – l’audio a volte è imperfetto, la luce non sempre ideale – ma il contenuto è potente.
È la cosa più profonda e vulnerabile che abbia forse mai pubblicato.
Esce tra qualche settimana, te lo mando appena pronto!
Per il resto, la residenza artistica è stata molto bella, ci sono stati workshop e performance. Ho anche avuto l’opportunità di fare un set da 20 minuti con i miei brani e una meditazione sonora improvvisata!
Per il momento ho pubblicato solo uno short con un estratto della performance di “Pensavo che noi”, puoi vederlo qui.
La cosa simpatica è che nonostante la canzone sia in italiano, il pubblico si è messo a cantare con me spontaneamente.
Gironzolando per Bristol ho anche beccato una mostra pittorica che mi è piaciuta un sacco, dell’artista Emma Talbot.mostra: Everything is Energy di Emma Talbot presso la Arnolfini Art Gallery
Se penso a dei visual per un mio live set, penso proprio a qualcosa del genere. Mi ha molto ispirata, sono stata dentro quella galleria d’arte almeno due ore! Se capiti a Bristol vai a vederla, è anche gratuita tra l’altro 🙂
Una nuova veste per “ARMONIE INTERIORI”
Ad inizio anno avevo avviato un laboratorio di musica e crescita personale, “Armonie Interiori”.
Ti ricordi?
Funzionava così: suonavo un brano legato a un tema, poi condividevamo in cerchio. C’era anche una psicologa con me.
Abbiamo tenuto due bellissimi incontri. Le persone si sono aperte, due ragazze alla fine del primo incontro mi hanno abbracciata e mi hanno detto “ne avevamo bisogno”.
Poi la psicologa non aveva più disponibilità e io ho pensato: forse senza di lei non posso farlo.
Ma Bristol mi ha mostrato qualcosa. Quando ho intervistato quelle persone, si sono aperte profondamente.
Frankie dopo l’intervista mi ha chiesto: “È da tanto che fai interviste? Sei brava, è facile parlare con te”.
E questo mi ha dato coraggio e fiducia.
So già tenere uno spazio, permettere alle persone di aprirsi senza giudizio.
Quindi sto pensando di riprendere i cerchi.
In una forma nuova, più mia. Facilitando da sola.
Con esercizi che uniscono musica e corpo: movimento, vocalizzi collettivi, giochi musicali.
E ritualità: musica dal vivo, soundscape meditativo lungo, respiro condiviso.Non terapia, ma connessione.
Immagina.
Arrivi.
Ci sediamo in cerchio.
Io suono un brano. Magari lo cantiamo insieme (anche se pensi di non saper cantare, ti guido).
Parliamo di un tema che cambia di volta in volta, tipo “trovare la propria voce” o “me e il giudizio”.
Chi vuole condivide. Chi preferisce ascoltare, ascolta. Nessuno deve fare niente se non viene naturale.
Poi ci muoviamo – scuotiamo il corpo, ci divertiamo con voce e percussioni, liberiamo quello che è rimasto bloccato.
E alla fine: soundscape meditativo. 10 minuti di solo suono. Chiudi gli occhi e lasci che il suono ti attraversi. Silenzio condiviso. Respiro.
Esci diverso da come sei entrato. Non perché hai “risolto” qualcosa, ma perché ti sei concesso un momento di calma e condivisione in uno spazio sicuro. Hai vibrato con gli altri.
Vorrei ripartire tra fine gennaio e inizio febbraio. Una volta ogni 2/3 mesi. Max 15 persone.
In una sala qui a Roma (forse proprio la stessa sala delle scorse volte).Costruire uno spazio dove possiamo essere liberi, dove la musica apre quello che le parole non riescono a dire.
E se escono parole, c’è un cerchio pronto ad ascoltare e scambiare idee ed esperienze.
Sarebbe bellissimo creare questa comunità di musica e ascolto. Di profondità, liberazione, creatività, e scoperta.
Ti chiedo una cosa: ti interessa?
Non devi impegnarti ora.
Voglio solo capire se c’è risonanza, se ha senso che lo faccia.
Se ti attira, rispondimi nei commenti o in privato. Anche solo “sì!”.
E se hai domande, dubbi o curiosità… scrivimi.
Leggo tutto, rispondo sempre. Bristol mi ha ricordato una cosa: entrare in connessione con le profondità degli altri è meravigliosamente bello.
E io voglio continuare a creare questi spazi di connessione attraverso la musica.
Con te, se vorrai esserci. ? Un abbraccio!
Elaisa
No responses yet