Quante volte hai avuto un’idea e hai lasciato che scivolasse via?
Mi capitava spesso: pensavo “vabbè, non è niente di che”.
Avevo delle canzoni in testa, delle melodie, ma le lasciavo andare, non ci credevo abbastanza.
Col tempo ho imparato che quel sussurro creativo è preziosissimo… e va appuntato subito.
Anche se ti sembra banale. Anche se non sai dove andrà.
E se quel guizzo fosse il riflesso di uno stato d’animo che stai vivendo, ma non lo sai ancora?
Vale sempre la pena esplorarlo, espanderlo, giocarci.
Ho pubblicato un nuovo video su YouTube, “Come nasce una canzone: fidati del sussurro“.
Nel video ti racconto il mio processo compositivo, dalla prima intuizione al brano finito.
E ti faccio anche ascoltare una canzone che sto scrivendo proprio ora, “Stelle pioggia e radici”.
È solo piano e voce, work in progress.
I primi giorni di un brano nuovo sono sempre i più intensi per me. È un lavoro molto profondo e introspettivo, come tirare fuori qualcosa che era già dentro, ma non sapevo che ci fosse.
E tu? Appunti le tue idee creative? O ti fidi della memoria (e poi te ne penti)? ?
Rispondi pure, mi fa sempre piacere leggerti.
Nel frattempo… preparazione per Bristol!
Tra pochissimo partirò per Bristol: qualche giorno per visitare la città, poi nel weekend incontrerò la community di Rachel K Collier con cui faremo una residenza artistica tra workshop e performance, e suonerò per loro Domenica.
Forse festeggeremo anche halloween insieme!
In questi giorni ho fatto prove con dei mini-controller da viaggio, riadattando il mio set live per alleggerire la valigia.
Non è stato facile, ma ce l’ho fatta (forse!).
Vorrei anche realizzare un piccolo documentario sull’esperienza e magari intervistare alcuni artisti che parteciperanno.
Vedremo se ci riuscirò!
Se ti va, nella prossima newsletter ti racconterò com’è andata ?
(o puoi seguire le stories su Instagram).
Un abbraccio, Elaisa
Trascrizione del video Youtube:
Ciao, sono Elaisa. Oggi voglio parlarvi di una cosa che mi capita spesso, e che probabilmente capita anche a voi se fate musica, o qualsiasi cosa creativa: quella sensazione quando ti arriva in testa una melodia, un frammento di qualcosa… e la prima reazione è pensare “vabbè, non è niente di che”.
Quella melodia è un sussurro. Ed è la cosa più preziosa che hai in quel momento.
Ieri ho pubblicato su Instagram un brano nuovo che sto scrivendo in questi giorni. È ancora work in progress, completamente nudo: piano e voce. Vi faccio sentire un pezzo tra poco. Ma prima voglio raccontarvi cosa succede quando nasce una canzone. O meglio: cosa succede quando la lasciamo nascere.
PARTE 1: LA TRAPPOLA DEL SUSSURRO
Quando compongo, tutto inizia sempre con una scintilla. Una melodia che arriva, spesso quando meno te l’aspetti. Può essere mentre cammini, sotto la doccia, prima di addormentarti.
E qui scatta la trappola: non darle peso.
Pensi: ‘Vabbè, è solo una cosetta. Magari la ricordo dopo.’ Oppure: ‘Non è abbastanza interessante. Non è abbastanza.’
Ma quella melodia, quel frammento che ti arriva… non è casuale. È un riflesso di qualcosa che stai vivendo, di uno stato d’animo che non hai ancora messo a fuoco. È il tuo inconscio che ti sta dicendo: ‘Ehi, c’è qualcosa qui. Ascoltami.’
Il problema è che noi svalutiamo il sussurro.
Se non grida, se non arriva già perfetto, già strutturato, pensiamo che non valga la pena. Ma la creatività non funziona così. La creatività non bussa forte alla porta. Sussurra. E se non le apri, se ne va.”
“Quindi la prima cosa che ho imparato in questi anni è: appunta sempre il sussurro.
Registra un memo vocale di 10 secondi. Scrivilo su un foglio. Non importa se ti sembra stupido. Non devi giudicarlo. Devi solo dargli spazio.”
PARTE 2: IL PROCESSO – DAL SUSSURRO AL BRANO
“Una volta che hai appuntato quella melodia, inizia la parte più bella: l’esplorazione.
Ti metti al pianoforte, o prendi la chitarra, o apri Ableton, e chiedi a quella melodia: ‘Ok, e ora? Come continui? Dove vuoi andare?’
Tipo, magari ti è venuta in mente questa frase melodica…
E ti chiedi: ok, ma cosa provo quando la suono? Cosa mi fa sentire? È malinconica? È sospesa? È inquieta?
E qui succede la magia: dando spazio all’energia creativa, lei ti rivela cosa c’è dietro.
Non devi forzare. Non devi sapere già tutto. Devi solo rimanere lì, con curiosità, e lasciare che la canzone ti parli.
Aggiungi un accordo. Poi un altro. Cambi il ritmo. Magari ti viene una parola, un’immagine. E pian piano la nebbia si dirada e capisci: ‘Ah, ecco cosa sto cercando di dire.'”
Per me i primi giorni in cui nasce una canzone sono sempre i più intensi. Emotivamente intensi. Perché è come se stessi tirando fuori qualcosa che era già dentro, ma non sapevo che ci fosse.
E spesso, dopo aver scritto un brano, capisco cose di me che prima non avevo messo a fuoco.
PARTE 3: IL BRANO – “STELLE PIOGGIA E RAGIONI” live
Ok, vi faccio sentire il brano di cui vi parlavo. L’ho pubblicato ieri su Instagram, ed è letteralmente nato così: da un sussurro che è arrivato qualche giorno fa.
È ancora completissimo work in progress. Piano e voce, niente altro. E ci sono ancora cose da sistemare, note da trovare. Ma volevo condividerlo proprio in questo stato, perché mi interessa il processo, non solo il risultato.”
“Sto ancora decidendo il titolo. Ho chiesto agli ascoltatori su Instagram se secondo loro funziona meglio ‘Sospesa‘ oppure ‘Stelle Pioggia e Ragioni‘, o se hanno altre idee.
Mi piace coinvolgere le persone in questa fase. E mi fa sempre piacere sapere cosa sentono le persone al primo ascolto. Cosa gli arriva. Quali emozioni si muovono.
Quindi se state guardando questo video e vi va di dirmi cosa sentite voi, lasciatemi un commento qui sotto. O venite su Instagram, il pezzo è lì. Mi interessa davvero.
Ricapitolando:
Primo, fidati del sussurro. Quella melodia che ti arriva non è casuale. Appuntala. Sempre.
Secondo, non giudicarla. Non chiederti se è ‘abbastanza’. Dagli spazio di esistere.
Terzo, esplora. Mettiti al tuo strumento e chiedi alla canzone: ‘Dove vuoi andare?’ Lascia che ti sorprenda.
La creatività non è un processo lineare. Non parte da un’idea perfetta che diventa un prodotto finito. È un dialogo. È un ascolto. È fidarsi di qualcosa che non ha ancora una forma, ma che sa già dove vuole arrivare.
Se questo video vi è piaciuto, lasciate un like. Iscrivetevi al canale se volete seguire altri dietro le quinte del mio processo creativo. E soprattutto: se vi arriva un sussurro oggi, appuntatelo. Anche se vi sembra stupido. Forse è l’inizio di qualcosa di magico!
No responses yet